DISTURBI ALIMENTARI

Diversi tipi di disturbi alimentari

È molto probabile che si conoscano persone affette da disturbi alimentari, oppure che ci si ritrovi fra queste parole.

Le persone con disturbi alimentari controllano il proprio peso non mangiando (anoressia nervosa), oppure mangiando troppo (bulimia nervosa).

Se si è affetti da anoressia nervosa, allora è molto probabile che anche il cuore sia malato. Le anoressie severe portano a morte, e i margini che ciò avvenga sono molto stretti.

L’evoluzione delle cardiopatie congenite nelle persone anoressiche risulta molto difficile da prevedere.

I disturbi alimentari vengono di soliti suddivisi in tre tipi:

 

  • l’anoressia nervosa = le persone smettono di mangiare e quelle affette sono per lo più giovanissimi;
     
  • la bulimia nervosa = le persone mangiano troppo per poi vomitare;
     
  • i disturbi atipici come l’ortoressia (spinge le persone ad avere un bisogno compulsivo di essere in forma e avere il controllo totale del proprio corpo), l’anoressia sportiva (le persone che vengono affette sono per lo più gli sportivi, calando visibilmente si peso nella pazzia di arrivare a dei risultati notevoli), il mangiare alla baldoria viene considerato un altro tipo di disturbo atipico, molto simile alla bulimia, l’obesità inizia ad essere considerata un disturbo alimentare molto grave, tutto questo per il modo sbagliato di mangiare.

 

L’anoressia nervosa

L’anoressia nervosa può portare a gravi problemi al cuore.

Le persone affette sono per lo più donne, solo il 10% sono uomini.

Per le persone con poca autostima che pensano che la vita può diventare molto più bella se si è magri, mettersi a dieta può rappresentare un punto di non ritorno.

Un po’ la colpa ce l’ha la società consumista, dove quello che è magro è sempre considerato bello.

Le persone anoressiche lottano per avere il controllo assoluto del proprio corpo e il bisogno di essere sempre più magro non risulta affatto insolito.

 

 

Cosa succede nel corpo?

 

 

 

Quando le funzioni corporee di una persona normale non vengono più mantenute il corpo inizia a morire di fame, e quella persona viene colpita da anoressia nervosa.

Un indizio molto evidente è la cessazione della mestruazione, in quanto il corpo smette di produrre estrogeni.

Pesando solo l’85% del peso normale di una persona (tenendo conto di altezza, età e sesso) è un modo comune di definire lo stato di inedia.

 

 

La misurazione del BMI rappresenta un altro approccio in quanto il BMI di una persona normale è compresso tra 20-25, mentre quello di una persona affetta da anoressia nervosa sarà sotto il 18.

 

Il cuore

Lo stato di inedia prolungato priva il cuore della nutrizione che ha bisogno per poter pompare il sangue, facendola diventare più lenta e meno efficiente, in quanto si abbassano la pressione sanguigna e i battiti cardiaci.

L’anoressia può portare a insufficienza cardiaca, aritmia, oppure, nei casi più gravi, ad arresto cardiaco.

 

Il cibo ci dà l’energia per mantenere il nostro corpo sano, fornendo le sostanze nutritive richieste dai nostri organi.

Il corpo ci avvisa quando abbiamo bisogno di mangiare e questo rappresenta il modo ideale per regolare il peso corporeo.

Questo sistema viene disattivato quando si è in un stato di inedia, la digestione diminuisce, la pressione sanguigna si abbassa e così anche i battiti cardiaci.

La funzionalità renale può essere compromessa in quanto la produzione di estrogeni viene abbassata, portando il corpo a interrompere la mestruazione e aumentando il rischio di osteoporosi. La combinazione bulimia-inedia porta l’organismo a non sapere più come utilizzare i depositi di energia.

 

Ripristino del corpo

Molti problemi fisici spariranno una volta finito il periodo di inedia.

Ai pazienti anoressici già in cura vengono fornite bevande energetiche più volte al giorno.

Queste bevande aiutano il cuore a iniziare a funzionare bene, e questo avviene molto prima che il paziente inizi a riprendere peso.

Se il paziente viene affetto da una forma molto grave di anoressia bisogna stare molto attenti nel fornire bevande energetiche all’organismo.

Troppa alimentazione può rappresentare uno sforzo in più per il cuore, perché sicuramente ci vuole un po’ di tempo prima di riabituare l’organismo con l’apporto di vitamine.

È molto importante che questi pazienti abbiano anche un supporto psicologico, perché più il disturbo è complesso, più le sedute di terapia saranno indispensabili.

Infatti la recidiva è comune anche durante il processo di recupero.