INTRODUZIONE

Scopo della terapia

La terapia con farmaci anticoagulanti orali (TAO) ha trovato negli ultimi anni una sempre più larga indicazione, per il trattamento e/o per la prevenzione di numerose condizioni tromboemboliche, sia per cicli relativamente brevi (da qualche settimana a qualche mese) sia per lunghi o lunghissimi periodi (per anni o per tutta la vita), in molti campi della patologia vascolare (venosa o arteriosa), di interesse medico o chirurgico.

 

Scopo fondamentale di questa terapia è quello di deprimere, in modo controllato e reversibile, la coagulabilità del sangue e, attraverso questa, più in generale, una complessa e fondamentale funzione omeostatica, quale è l’emostasi in modo da ottenere un ragionevole compromesso fra i due obiettivi contrastanti: la massima protezione possibile dagli incidenti tromboembolici con il minimo rischio di emorragia.

 

In altre parole, si tende a raggiungere e mantenere un livello di anticoagulazione (range terapeutico), tale da soddisfare al meglio questo compromesso.

 

 

I vantaggi degli anticoagulanti orali indiretti (antivitamina K) sugli anticoagulanti diretti (eparine e simili), rappresentati principalmente dalla possibilità di somministrazione orale e dal basso costo, superano largamente gli svantaggi (necessità di controlli laboratoristici ravvicinati e maggiore difficoltà nel controllo delle complicanze emorragiche), specialmente per i lunghi trattamenti.

 

 

La condotta pratica di questi trattamenti presenta però una serie di problemi, non tutti completamente risolti, che impongono particolari attenzioni e una informata collaborazione fra il paziente, il medico di base o lo specialista, responsabili della terapia e chi deve eseguire i “tests” di controllo.

 

 

Per una accurata gestione della TAO è necessario avere chiari alcuni concetti.

 

Scopo di questo opuscolo è introdurre il problema.

 

Maggiori informazioni e risposte più esaurienti a tutte le vostre domande le potrete trovare sul nostro sito www.aicca.it dove potrete consultare e stampare tutti i vari opuscoli dedicati all’argomento.

 

Informazioni di carattere generali

INDICAZIONE

INTERVALLO TERAPEUTICO INR

DURATA

Protesi valvolari cardiache meccaniche


biologiche

 

3 – 4,5


2 – 3

Indefinita


3 mesi

Malattie valvolari cardiache

2 – 3

Indefinita

3 mesi

Trombosi cardiaca endocavitaria

2 – 3

Fino scomparsa trombo

Fibrillazione atriale cronica

 

2 – 3

Indefinita

Fibrillazione atriale di recente

 

insorgenza da sottoporre a cardioversione

 

 

2 – 3

2 settimane prima

2 settimane dopo

ardiomiopatia dilatativa

 

2 – 3

Indefinita

Infarto miocardico

 

2 – 3

3 mesi

Tromboembolismo arterioso ricorrente

 

3 – 4,5

Indefinita

Prevenzione della trombosi venosa profonda

 

1,5 – 2,5

Da stabilire

Trattamento e prevenzione secondaria della trombosi venosa profonda e della embolia polmonare

2 – 3

Indefinita

 

 

La coagulazione del sangue è un fenomeno molto complesso, per cui, attraverso l’azione combinata di molti fattori, sia favorenti (pro-coagulanti) che bloccanti (anti-coagulanti), si ottiene la trasformazione di una proteina solubile del sangue (fibrinogeno) in una insolubile (fibrina), la quale forma una rete nelle cui maglie sono compresi i globuli rossi e le altre cellule del sangue.

Questo coagulo serve per bloccare le emorragie ed è quindi utile per l’organismo, ma, se la coagulazione è eccessiva (come può succedere in varie malattie), può provocare la chiusura del vaso arterioso o venoso (trombosi), con conseguenze più o meno gravi per l’organismo stesso.

 

I farmaci anticoagulanti si usano appunto, come dice il nome, per ridurre la capacità di coagulare del sangue.

 

Tra questi, quelli che la interessano, gli anticoagulanti orali, agiscono con un meccanismo indiretto: essi riducono cioè la produzione da parte del fegato di alcuni fattori pro-coagulanti (in particolare la "protrombina"), il cui livello nel sangue di conseguenza cala e si mantiene basso in rapporto principalmente alla dose del farmaco somministrato.

 

Tuttavia, su questo livello influiscono anche un gran numero di altri fattori, come la dieta, altre malattie o altri farmaci associati, per cui è necessario esaminare, di quando in quando, il grado di coagulabilità del sangue, per adattare la dose del farmaco a queste diverse cause di variazione, onde mantenere la coagulabilità a livello " terapeutico" prestabilito.

Questo si ottiene eseguendo sul sangue delle prove di laboratorio, che misurano appunto il livello della protrombina e degli altri fattori interessati dall’effetto dell’anticoagulante, attraverso l’allungamento del tempo che impiega il sangue a coagulare in condizioni particolari.

I risultati di queste prove vengono valutati come "percentuale di attività protrombinica" (che si abbassa sotto l’effetto del farmaco, per esempio: 10%, 20%), oppure come allungamento del tempo rispetto al normale, cosiddetto "ratio protrombinico" (INR).

 

Il medico responsabile aggiusterà poi la dose in modo da mantenere questo indice di coagulabilità entro i limiti terapeutici, che possono essere diversi a seconda del tipo di malattie che si sta curando (nel senso che certe malattie possono richiedere una anticoagulazione più leggera o più profonda), oppure condizioni particolari del singolo paziente.

Informazioni importanti

La cura TAO è continua, e non occasionale, anche se non hai nessun disturbo. Per questo ti conviene tenere sempre a mente qualche semplice consiglio.


  • Segui sempre scrupolosamente le prescrizioni, per quanto riguarda l’assunzione della dose giornaliera del farmaco sempre alla stessa ora Per aiutarti ad assumere le terapie “prendi un appuntamento” con i farmaci: Coumadin o Sintrom, per esempio tutti i pomeriggi alle 17. Nella stessa giornata la dose di anticoagulante può essere assunta anche più tardi (fino alla mezzanotte), oltre questo termine si salta la dose avendo cura di segnalare la mancata assunzione sulla propria scheda terapeutica. Non assumere due dosi di anticoagulazione nella stessa giornata.
  • Se sei distratto o comunque trovi spesso in viaggio o in vacanza, tieni sempre a portata di mano un portapillole con compresse sufficienti per una settimana.
  • Segnala al più presto possibile qualsiasi inconveniente, anche se apparentemente banale dovesse riscontrare, al suo medico di fiducia oppure al centro.

  • Questi opuscoli sono realizzati grazie alla disponibilità dell’AIPA (Associazione Italiana Pazienti Anticoagulanti). Hanno solo finalità divulgative ed educative, non costituiscono motivo di autodiagnosi o di automedicazione, non sostituiscono la consulenza medica e non rappresentano messaggi pubblicitari.